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OLTRE LE FRONTIERE: conoscere dialogando e dialogare conoscendo

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Islam

Disordine, Trump e le vittime del Muslim Ban

Il terremoto Trump sembra non voler finire: una scossa dopo l’altra, decreto dopo decreto, il nuovo Presidente degli Stati Uniti scuote il mondo intero. Un’arma dalle conseguenze immediate, certo diversa da una più democratica riforma a lungo termine che coinvolgerebbe il parlamento. Così, capace ormai di decidere della vita della gente, quel divertente parrucchino biondo inizia a far paura, come un ubriaco al volante (da una settimana!) che non si sa se e dove andrà a sbattere.
L’ultima del Donald: il Muslim Ban. Mr Trump ha così deciso di stoppare l’entrata negli Stati Uniti delle persone provenienti da Iraq, Siria, Yemen, Libia, Somalia, Sudan e Iran, sette paesi a maggioranza confessionale islamica, per ragioni di sicurezza. Solo 90 giorni, dice, il tempo di trovare una soluzione al terrorismo.

Provo a schiarirmi le idee separando gli ingredienti di questo velenoso minestrone, ricetta Trump.


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Totò e la rappresentazione dell’Oriente

Il saggio di Edward Said intitolato “Orientalismo” risulta ancora oggi, nonostante i suoi limiti ed i suoi anni, estremamente attuale. La connotazione mistificatoria e stereotipata del concetto di “Oriente” enucleata da Said ha trovato esempi estremamente rappresentativi nel cinema italiano del ‘900. Per questa ragione ho deciso di analizzare, per quanto le mie competenze possano permetterlo, la rappresentazione dell’ “Oriente” in  alcuni film del più grande attore comico che l’Italia abbia mai conosciuto: Totò.

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David Cook-Storia del Jihad Contemporaneo

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Ho avuto modo di leggere e studiare un libro molto interessante intitolato “Storia del Jihad contemporaneo” di David Cook. Lo scrittore analizza i cambiamenti che il termine “jihad” ha subito nel corso della storia dai tempi della rivelazione ai giorni nostri. L’edizione italiana, tradotta da Piero Arlorio, è a cura di Roberto Tottoli.

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Favole islamofobe: Altamura città del pane… e delle bufale!

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Fonte immagine www.almura.it

In un libro intitolato “Islam in 20 parole” l’esperto di mondo arabo-islamico Lorenzo Declich ha esplicitato, o forse addirittura coniato, il concetto di favole islamofobe. Si tratta sostanzialmente di leggende che alimentano un’opera sistematica di disinformazione contro l’Islam e contro i musulmani. Quando ho letto questo libro credevo che tali favole fossero solo materiale creato ed utilizzato da vari partiti populisti italiani e stranieri. Ed invece Altamura (Ba), la mia città natale, ha assistito alla nascita di una fiaba islamofoba in piena regola. Non attraverso la creazione a tavolino di un programma politico da partito xenofobo ma semplicemente attraverso un propagarsi spontaneo di voci infondate.

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Le seconde generazioni di migranti: interviste alle figlie e ai figli delle migrazioni

 

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La città di Palermo. Fonte immagine www.livesicilia.it

Qualche mese fa ho avuto la possibilità di approfondire un tema che ha sempre suscitato il mio interesse e affascinato: le seconde generazioni di migranti (G2).

Io sono nata a Palermo, città ricca di popoli e di culture, sin dall’antichità. Isola situata al centro del mediterraneo, ponte tra il continente africano e quello europeo. Terra di approdo di migliaia di migranti in cerca di una vita migliore.

La migrazione è un tema molto dibattuto e controverso al giorno d’oggi e il mio lavoro nasce dal desiderio di individuare in particolare la condizione delle seconde generazioni in relazione alle prime e alla società di accoglienza.

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Viaggio nelle origini, emozioni che si vivono in Marocco.

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Sembra esserci nell’uomo, come negli uccelli, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove.” (Marguerite Yourcenar)

Inizio con questa citazione di Marguerite Yourcenar perché penso sia la più adatta a descrivere quello che sto per raccontare.

Mi chiamo Noura Elhadigui e sono una studentessa dell’Università “L’Orientale” di Napoli, nata in Italia ma con salde origini marocchine.

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Paola Caridi: Gerusalemme senza Dio

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Fonte immagine: http://www.invisiblearabs.com

Il ritratto di una città crudele. Questo è il quadro presentato da Paola Caridi, giornalista, blogger, storica e politologa, nel suo  libro “Gerusalemme senza Dio”. L’opera, edita da Feltrinelli nel 2013, cerca di sbirciare Gerusalemme  attraverso la patina religiosa e a tratti fideistica che spesso l’ avvolge al fine di restituirne un’immagine più prosaica ma soprattutto più fedele ai suoi aspetti più feriali ed anche più dolorosi.

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La menta nella mente

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Al di là del Mediterraneo, c’è una fetta di terra, la Tunisia, baciata dal sole incandescente e lambita da acque cristalline. È lì che ho trascorso parte della mia estate: studiare l’arabo classico, la fuṣḥà, e perdersi nei tanti vicoli del suq è l’esperienza più affascinante che un arabista possa vivere.

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Golpe in Turchia: un tentativo di analisi

 

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15 luglio 2016: golpisti occupano il ponte del Bosforo

Il 15 Luglio è stata una lunga notte per la Turchia. Un pugno di militari al calar del sole blocca il ponte sul Bosforo a Istanbul, marcia verso il parlamento di Ankara e occupa gli studi televisivi della TRT (la tv di Stato), costringendo la presentatrice a leggere una dichiarazione, in cui si afferma l’attuazione di un colpo di Stato e il passaggio di tutti i poteri nelle loro mani. A questo seguono ore concitate, in cui il presidente della Repubblica Erdoğan, apparentemente in fuga, raggiunto telefonicamente dalla CNN Türk, chiama i suoi sostenitori a scendere in strada per fermare il golpe. Tra appelli dei vertici militari che non riconoscono i golpisti, scene confuse di cittadini in strada e carri armati schierati, scontri tra polizia (fedele al governo) ed esercito, passano poche ore, prima del definitivo fallimento del colpo di Stato e il ritorno in grande stile di Erdoğan a İstanbul.

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