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OLTRE LE FRONTIERE: conoscere dialogando e dialogare conoscendo

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Disordine, Trump e le vittime del Muslim Ban

Il terremoto Trump sembra non voler finire: una scossa dopo l’altra, decreto dopo decreto, il nuovo Presidente degli Stati Uniti scuote il mondo intero. Un’arma dalle conseguenze immediate, certo diversa da una più democratica riforma a lungo termine che coinvolgerebbe il parlamento. Così, capace ormai di decidere della vita della gente, quel divertente parrucchino biondo inizia a far paura, come un ubriaco al volante (da una settimana!) che non si sa se e dove andrà a sbattere.
L’ultima del Donald: il Muslim Ban. Mr Trump ha così deciso di stoppare l’entrata negli Stati Uniti delle persone provenienti da Iraq, Siria, Yemen, Libia, Somalia, Sudan e Iran, sette paesi a maggioranza confessionale islamica, per ragioni di sicurezza. Solo 90 giorni, dice, il tempo di trovare una soluzione al terrorismo.

Provo a schiarirmi le idee separando gli ingredienti di questo velenoso minestrone, ricetta Trump.


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Gerusalemme non è Berlino

 

Ero seduta a scrivere, al mio bar preferito di Gerusalemme, quando mia madre stranamente mi telefona: stai bene? Tutto ok? Sei a casa? Sei al sicuro?

Un attentato, mi dice, a Gerusalemme. Ci mancava. Mia mamma anticipa addirittura la notifica di Haaretz, che mi arriva poco dopo sul cellulare. Finisco di mangiare e mi guardo intorno. Nulla. Nelle strade la gente passeggia in una fredda ma soleggiata domenica di gennaio. Niente corse, coprifuoco, allarmi. Soldati in giro e polizia, il solito. Intanto iniziano ad arrivare i messaggi di panico: stai bene vero? Ti avevo detto di non andare laggiù! Tutto ok? Rispondi!

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La conquista di Mosul. Attori, scenari e prospettive

 

Un mese fa ho assistito ai lavori del gruppo speciale per il Mediterraneo (GSM) dell’Assemblea parlamentare della NATO nella bellissima sala di Montecitorio. In questa occasione il generale Graziano, capo di stato maggiore della difesa italiano e Brett McGurk, ambasciatore e inviato speciale del Presidente USA per la coalizione globale anti-IS, hanno parlato di una imminente conquista di Mosul: in due settimane si sarebbe arrivati in città dal sobborgo industriale di Gagjali a est della città. Ora ci ritroviamo a un mese da quelle dichiarazioni con la fine della battaglia e la vittoria della coalizione capeggiata dagli Stati Uniti.

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David Cook-Storia del Jihad Contemporaneo

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Ho avuto modo di leggere e studiare un libro molto interessante intitolato “Storia del Jihad contemporaneo” di David Cook. Lo scrittore analizza i cambiamenti che il termine “jihad” ha subito nel corso della storia dai tempi della rivelazione ai giorni nostri. L’edizione italiana, tradotta da Piero Arlorio, è a cura di Roberto Tottoli.

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Favole islamofobe: Altamura città del pane… e delle bufale!

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Fonte immagine www.almura.it

In un libro intitolato “Islam in 20 parole” l’esperto di mondo arabo-islamico Lorenzo Declich ha esplicitato, o forse addirittura coniato, il concetto di favole islamofobe. Si tratta sostanzialmente di leggende che alimentano un’opera sistematica di disinformazione contro l’Islam e contro i musulmani. Quando ho letto questo libro credevo che tali favole fossero solo materiale creato ed utilizzato da vari partiti populisti italiani e stranieri. Ed invece Altamura (Ba), la mia città natale, ha assistito alla nascita di una fiaba islamofoba in piena regola. Non attraverso la creazione a tavolino di un programma politico da partito xenofobo ma semplicemente attraverso un propagarsi spontaneo di voci infondate.

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Da Charlie Hebdo a Nizza…

 

Il 14/07/2016 la Francia viene nuovamente colpita. A dire il vero un po’ ce lo aspettavamo tutti visto che la Francia è diventata il bersaglio principale del terrorismo oscurantista, dal momento in cui sono state pubblicate le vignette offensive sul profeta Mohammed (pace e benedizione su di lui) nel giornale satirico “Charlie Hebdo”.

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Dissociarsi, ma da chi?

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Scorrendo la bacheca di Facebook e confrontandomi con colleghi e conoscenti vari mi sembra chiaro che la tendenza a generalizzare e a ragionare per macro-categorie sia un fenomeno particolarmente applicabile ai musulmani.

Procediamo però con ordine. Ad  Orlando, in Florida, un ragazzo statunitense di origini afghane è entrato in un locale sparando sui presenti la notte tra l’11 e il 12 giugno del 2016. Il locale in questione è un noto punto di riferimento per i gay nella zona. Il bilancio ufficiale è di 50 morti e 53 feriti.

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