“Mediterraneo e migrazioni dall’Africa. Rischi e opportunità”. Questo è il titolo di una giornata di lavori tenutasi lunedì 30 gennaio 2017, presso il Centro Congressi Federico II di Napoli. Il convegno che ha visto come protagonista la collaborazione istituzionale tra il DIS (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza) e cinque atenei campani: Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di Napoli L’Orientale, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Università degli Studi di Napoli Parthenope e Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. L’obiettivo dell’iniziativa è da cercare nello studio dei fenomeni e nel contributo che ricercatori e studiosi degli atenei napoletani possono apportare alla conoscenza dell’argomento “migrazioni”.

Il convegno interateneo è stato aperto con i saluti dei rettori delle università sopracitate: Elda Morlicchio, Alberto Carotenuto, Giuseppe Paolisso. Tutti hanno sottolineato quanto la collaborazione tra istituzioni non accademiche sia stata proficua. È stato evidenziato il ruolo determinante rivestito dall’università nell’accogliere le realtà e le esigenze cittadine, guardando alle difficoltà del paese e non solo alla ricerca e alle attività didattiche. Non sembra casuale la scelta di tenere un evento di tale risonanza proprio nella città di Napoli, cuore del Mediterraneo, crocevia di culture e tradizioni per la sua posizione strategica e città rifugio, come ha ricordato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, perché sempre pronta ad accogliere l’altro, il diverso e a dare avvio a dialoghi edificanti che non conducano all’odio e all’indifferenza.

Un pensiero simile è stato formulato da Alessandro Pansa, Direttore Generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, che ha posto in luce il ruolo centrale del Mediterraneo, quale ponte naturale tra l’Europa e il Golfo di Guinea e il Golfo di Aden. Pansa ha affermato che è necessario un impegno unanime e reciproco di tutti i paesi affinché si giunga alla piena collaborazione tra i continenti, affrontando in questo modo le cause della migrazione e promuovendo in maniera equa la distribuzione delle ricchezze.

Durante la sessione degli interventi, guidata da Dario Matassa, Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono intervenuti Valerio Petrarca e Gianmarco Salvati, l’uno ordinario di discipline demoetnoantropologiche, l’altro dottorando in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II; oltre a Claudio Porzio e Assunta Di Vaio, l’uno ordinario di economia degli intermediari finanziari, l’altra associato di economia aziendale presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope; successivamente hanno preso la parola Daniela Pioppi e Carlo De Angelo, l’una associato di storia dei paesi islamici, l’altro dottore di ricerca in studi sul Vicino Oriente e Magreb presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale; infine è stata la volta di  Italo Angelillo, ordinario di igiene presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, di Antonio Petrillo e Marzia Mauriello, l’uno associato di sociologia generale, l’altra professore a contratto di discipline demoetnoantropologiche presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. Ognuno attraverso il proprio campo di ricerca, ha analizzato il fenomeno della migrazione in ogni sua sfaccettatura: il ruolo della comunicazione che si instaura tra migranti tra società di approdo e società di esodo, il compito svolto dalla banca nei paesi del Nord Africa, l’incremento del fenomeno delle crociere nel Mediterraneo e le scelte di investimento nelle cruise destination, l’illustrazione dello scenario politico nordafricano sullo sfondo del quale si consumano numerosi conflitti, la prospettiva della sicurezza e dell’accesso ai servizi sanitari, la funzione essenziale dell’alimentazione nell’accoglienza del migrante, il ruolo della Libia a partire dalle migrazioni dell’Africa sub-sahariana verso l’Europa e una visione futuristica dell’emigrazione giovanile tra Etiopia e Italia.

La giornata di studi si è conclusa con l’intervento di Paolo Ciocca, Vice Direttore Generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, che ha raccolto con diligenza le osservazioni avanzate dagli studiosi, ritenendo che la migrazione è un fenomeno che non può essere arrestato, bensì in continuo divenire. Pertanto, è necessario che il progetto di ricerca lanciato in questa giornata ponga uno sguardo lungimirante su un evento strutturale, che vada non solo oltre i termini posti dalle politiche internazionali, ma anche oltre la singola generazione di chi è immigrato, considerando così le diverse fasi della migrazione, comprendendo i paesi di partenza e i paesi di arrivo. Dunque, l’istituzione accademica ha aderito con fermezza a questa iniziativa, proponendosi come luogo di incontro e di riflessione su un tema di notevole influenza, impegnandosi a guardare l’altro non come rischio o minaccia, bensì come ricchezza e opportunità.

 

 Fiorenza Basso

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